Aumentano gli imballaggi, come smaltirli

Negli ultimi anni stiamo assistendo ad un cambiamento delle nostre abitudini di acquisto, tant’è che il famoso e-commerce ha visto una crescita importante, che si è poi trasformata in impennata (qualcuno l’ha definito “effetto quarantena”) dall’inizio dell’emergenza sanitaria.

Insieme alla speranza che si torni presto alla normalità e che si possa ricominciare liberamente ad acquistare nei negozi e mangiare nei bar e ristoranti, va fatta una considerazione su come lo shopping  e la spesa online o il food delivery, abbia modificato anche la tipologia di rifiuti che vengono prodotti.

Ogni oggetto acquistato online e consegnato a casa, utilizza almeno il doppio degli imballaggi rispetto allo stesso oggetto acquistato direttamente in negozio. Basta pensare che, solo nel mese di dicembre, la produzione dei rifiuti in carta e cartone in Brianza, è aumentata di un valore medio del 10%.

Quello che infatti potremmo mettere normalmente in uno shopper, magari anche riutilizzabile, lo possiamo trovare in un sacchetto, all’interno di una scatola, chiuso magari in cellophane o fascette che aiutino il trasporto.

Senza voler far della facile retorica, è necessario che questo cambiamento non ci colga impreparati. Ovviamente, al fine di tutelare le risorse naturali e poter avviare questi materiali a recupero, se la produzione aumenta, è fondamentale che ognuno di noi spinga l’acceleratore per fare una super-corretta raccolta differenziata (laddove non sia possibile riutilizzare gli imballaggi).

Oggi vogliamo fare una breve carrellata degli oggetti che possiamo incontrare acquistando online, puntualizzando però che stiamo parlando di produzioni domestiche e non scarti di lavorazione aziendali.

Partiamo dai rifiuti facili: le scatole e gli scatoloni, la carta da imballo o riempimento e i sacchetti di carta devono essere buttarli tutti con la carta e cartone, che siano grandi oppure piccoli.

Il polistirolo da imballaggio, i chips in polistirolo espanso, la paglietta di riempimento, il pluriball (imballaggio in bolle) e anche le reggette (le fascette per legare i pacchi) fanno parte degli imballaggi in plastica e vanno quindi nel sacco giallo. Ovviamente, se gli imballaggi sono molto ingombranti o in grandi quantità, vanno conferiti alla Piattaforma Ecologica.

I nastri adesivi, come lo scotch, e gli elastici vanno invece nel sacco blu.

Le vaschette per alimenti in plastica oppure in alluminio finiscono nel sacco giallo, mentre il coperchietto che li chiude, generalmente in cartone, ovviamente nel cartone. Attenzione! Ci sono però quelle vaschette che vanno anche nel microonde, e proprio perché devono essere resistenti a particolari condizioni fisiche, sono trattate e vanno messe nel sacco blu.

Questi sono solo alcuni esempi, ma consigliamo sempre G-App di Gelsia Ambiente come valido strumento di consultazione per i nostri eventuali dubbi.

CARTA CARTONE